STELLA

UNA STELLA CHE BRILLA NEL CIELO, UNA DELLE TANTE, MA NON ESPRIMETE DESIDERI, NON E' UNA STELLA CADENTE..E' UNA STELLA CHE CERCA LA LUCE PER CAPIRCI QUALCOSA IN QUESTO STRANO PIANETA, UNA STELLA ALLA RICERCA DELLA VERITA', O PERLOMENO CI PROVA , MAI DISPERARE...

05 aprile 2007

I HAVE A DREAM

Potevo avere 14 anni, quindi parecchi anni fa, e sulla cronaca del giornale "La Stampa", c'era la notizia del suicidio di un ragazzino che aveva più o meno la mia età. La notizia mi colpì molto, lessi l'articolo, così seppi che il ragazzino era figlio di emigrati meridionali, arrivati da un paesino del Sud fino a Torino per lavorare. Il ragazzino, che frequentava regolarmente la scuola, più volte era stato preso in giro dai suoi compagni per il suo accento meridionale e per le sue locuzioni tipiche del suo paese di origine. Lui si sentiva "diverso", sempre deriso e preso in giro, e così, un pomeriggio, non reggendo più la situazione, si impiccò ad una trave e mise fine alla sua vita, mi pare avesse 13 anni.
Ecco, ogni volta che leggo una notizia riguardante la morte di un ragazzo, di un adolescente, mi viene sempre in mente questa storia, come quella che ho letto stamattina, un altro suicidio, di nuovo qui a Torino. Sarebbe bello se, tutti gli studenti delle scuole di Torino, e perchè no, anche i loro insegnanti, sfilassero con delle magliette e dei cartelli con su scritto "Sono gay, meridionale, extracomunitario, nero, giallo, musulmano, cattolico, induista, piemontese, vecchio ", e se sfilassero anche i bulli che si sentono dei veri maschi mentre prendono in giro i loro compagni un po' meno bulli di loro, sarebbe un bel sogno.

3 Comments:

  • At 16:10, Blogger Luigi said…

    Ogni volta che accade un evento così terribile sono assalito da un sentimento di angoscia, e di rab-bia insieme. Vorrei, e credo che lo vorremmo tutti, riavvolgere il nastro della vita e parlare con quel povero ragazzo, con il quale evidentemente non sono stati capaci di parlare genitori, insegnanti, compagni di scuola, amici. Ma non lo si può fare, e da qui il senso di angoscia e di frustrazione, di impotenza, ed anche di colpa.
    Ma veniamo alla rabbia: Leonardo da Vinci era un diverso, per la sua sessualità; Michelangelo era un diverso, per il suo genio; Einstein era un diverso, per la sua intelligenza non affine all'intelligen-za comune; ciò che essi sono stati capaci di creare è diventato la nostra storia, gli strumenti per cre-scere e progredire
    E se quel ragazzo che, troppo sensibile per essere sopportato dalla nostra società, avesse avuto in sé le potenzialità di altri geni dell'umanità, quale incredibile danno siamo stati tutti capaci di causare, prima di tutto ai suoi genitori ma poi anche a noi stessi, all'intero genere umano? Chi ci dice che quell'adolescente non avrebbe, un giorno, con la sua comunque presunta diversità, creato qualcosa di indelebile, di importante, di incancellabile e di incredibilmente utile per tutti?
    Non siamo neppure capaci di usare la nostra intelligenza, dunque; non siamo capaci di farlo come genitori, come educatori, come insegnanti, come compagni di viaggio dell'adolescenza, della cre-scita umana. Preferiamo assistere o essere perfino protagonisti della morte di un giovane, che è la cosa più terribile, assurda, idiota che possiamo fare: uccidendolo, uccidiamo una parte di noi stessi, di noi tutti, senza esclusione; rinunciamo, in una parola, ad essere "umani".
    Da genitori, ricordiamoci (e ricordiamolo anche con forza a quei genitori che non lo fanno) di inse-gnare ai nostri figli che ogni diversità è una ricchezza per tutti; ognuno di noi in fondo lo è, ogni volta che esprime una diversa idea, che indossa un diverso vestito, che percorre una strada diversa da ogni altro individuo per realizzare un'ideale, o un progetto.
    Agli insegnanti (triste che ad essi si debba insegnare...), che vivono ormai più tempo dei genitori con gli adolescenti, vorrei dire di cercare di essere più attenti e meno tolleranti nei confronti di ogni allievo che si sente superiore o più forte, aggredendo ogni essere che è da lui ritenuto diverso, e far-gli invece capire quanto sia ignobile e vigliacco nella sua infima identità, nella sua ridicola divisa di "essere comune", di "idiota omologato".

     
  • At 16:19, Blogger Ed said…

    L'ho letta stamattina presto e anche nella mia testa sono passate un sacco di cose. Anche quella che magari coloro che lo prendevano in giro erano di buona famiglia e al 12 maggio magari sfileranno per il family day.
    Mi è venuta tristezza e anche un bel po' d'incazzatura.

     
  • At 23:28, Blogger Tfm said…

    Già, I have a dream. A vedere come sono finiti gli altri -certi-sogni ci sarebbe di rimanere in silenzio e basta.

     

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